Il 13 giugno 2024 sono intervenuta sullo Stage Human Rights del We Make Future – WMF di Bologna, all’interno di un’intervista dal titolo:
“Necessity of Rethinking the Economy: Challenging Conventions with a More Civil Approach”, moderata da Siyabulela Mandela e Gala Ivkovic.
Non si è trattato solo di un momento pubblico, ma di un’occasione per condividere i valori che guidano anche il mio lavoro quotidiano come consulente in strategie internazionali, leadership inclusiva e innovazione organizzativa. Il filo conduttore? L’urgenza di ripensare i modelli economici attuali, mettendo al centro la persona, il bene comune e la sostenibilità.
Durante il mio intervento ho evidenziato come il sistema economico odierno, ereditato da un paradigma nato in epoca industriale, sia spesso in contrasto con i diritti umani. In un mondo in cui l’1% possiede quasi la metà della ricchezza globale, è evidente che l’attuale modello produce disuguaglianze strutturali.
L’approccio che propongo e che applico nella mia consulenza parte da un altro paradigma: quello dell’Economia Civile. Un’economia che non rifiuta il mercato, ma lo integra con valori umani, dove le decisioni aziendali considerano non solo il profitto, ma anche l’impatto sociale e ambientale.
Nel mio lavoro, accompagno organizzazioni pubbliche e private a:
Tra le domande affrontate sul palco del WMF, una mi ha toccato particolarmente:
“Come possiamo cambiare l’economia se le persone non sentono il bisogno di farlo?”
È la stessa domanda che mi pongono manager e responsabili HR quando proponiamo percorsi di cambiamento organizzativo. La risposta sta nella formazione, nella consapevolezza e nella capacità di immaginare alternative concrete. È anche qui che si inserisce il mio contributo come formatrice e consulente.
Infine, ho voluto lasciare al pubblico un messaggio che vale anche per chi lavora nelle aziende:
Il successo non si misura solo con indicatori finanziari. Si misura con la qualità delle relazioni, con la capacità di non voltarsi dall’altra parte di fronte alle disuguaglianze, con la coerenza tra ciò che diciamo e ciò che facciamo.
Il mio intervento al We Make Future 2024 è stato un momento importante di dialogo, ma anche un punto di partenza per continuare a offrire, attraverso il mio lavoro, strumenti concreti per una trasformazione possibile.
