Nel contesto del Forum AIPEC dedicato a “Economia civile e di comunione: la fraternità come via per la giustizia e la pace”, il mio intervento ha offerto una riflessione sul ruolo della leadership nel tempo della complessità, andando oltre una lettura puramente etica dei processi economici e organizzativi.
Il mio intervento ha approfondito il concetto di leadership come spazio di responsabilità trasformativa, in cui valori, decisioni strategiche e impatto umano non possono più essere considerati elementi separati. In un contesto globale segnato da transizioni tecnologiche, culturali e sociali, guidare significa saper integrare competenze, visione e consapevolezza delle conseguenze – economiche, sociali e relazionali – delle proprie scelte.
È emersa l’esigenza di una leadership capace di tenere insieme efficienza e umanità, innovazione e inclusione, merito e fraternità, superando la logica del “fare il minimo eticamente corretto” per abbracciare una postura intenzionale orientata al bene comune. Una leadership che non si limita a rispettare principi, ma che li traduce in pratiche concrete, modelli organizzativi sostenibili e relazioni fondate sulla fiducia.